Occhiali da sole Facebook, la realtà virtuale del social blu

Occhiali da sole Facebook, in arrivo la realtà virtuale del social blu. Ecco che arrivano i superocchiali da Mark Zuckerberg, proprio lui. Eravamo abituati agli occhiali per vedere meglio da lontano o da vicino, a quelli multifocali, a quelli scuri per filtrare la luce solare, a quelli per le eclissi solari; ma non eravamo abituati agli occhiali per la realtà aumentata.

E così alcune delle grandi multinazionali dell’elettronica e dell’informatica hanno pensato agli occhiali per la realtà aumentata. Sì, stiamo parlando ovviamente della realtà aumentata. Per realtà aumentata si intende l’arricchimento della percezione sensoriale con ulteriori informazioni che sono volte a creare situazioni e ambienti che non sarebbero del tutto percepibili mediante il normale utilizzo dei sensi.

In realtà anche cose abbastanza semplici, se vogliamo, fanno parte della realtà aumentata, come l’esplorazione della città puntando lo smartphone o la chirurgia robotica o altri sistemi sviluppati e in corso di sviluppo nella telemedicina. Gli occhiali a realtà aumentata in verità, se vogliamo tornare alle origini, sono fatti risalire a un’invenzione di tal Ivan Sutherland nel 1968. Un certo sviluppo c’è stato poi nel 1968, ma la visione organica e avanzata l’abbiamo nei primi anni del nuovo millennio, con la creazione di appositi modelli, ancorché abbastanza grezzi.

Ma quali sono gli elementi che aumentano la realtà? Possono essere diversi: uno smartphone, una webcam montata su un PC, degli auricolari e così via. Tutti questi elementi servono a dilatare la nostra percezione sensoriale, aggiungendo informazioni, sia da un punto di vista quantitativo che qualitativo. Invero la realtà aumentata è un concetto abbastanza aperto e difficilmente rapportabile a uno schema preciso.

Facciamo un esempio. Il cellulare fino a qualche tempo fa veniva utilizzato quasi esclusivamente per telefonare, al massimo per mandare degli Sms. Al momento, partendo dal concetto di comunicazione telefonica, il cellulare è diventato qualcosa di molto diverso, una sorta di estensione corporea, un oggetto, quasi indispensabile, che non solo ci tiene in comunicazione con gli altri, col mondo, ma ci permette di fare una miriade di altre attività.

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Prova ne sia che il telefono cellulare, ora, nella gran parte dei casi, è diventato uno smartphone, cioè un telefono intelligente. Ma con quest’attrezzo possiamo fare di tutto, scaricando appositi programmi: comunichiamo via web, vediamo filmati, facciamo foto, misuriamo distanze, localizziamo la nostra posizione e chi più ne ha più ne metta. Ma, accanto allo smartphone, forse mancava qualcosa di estremamente raffinato nel campo della visione, cosa che possono dare gli occhiali a realtà aumentata, e Facebook non poteva lasciarsi sfuggire l’occasione.

Occhiali da sole Facebook, in arrivo la realtà virtuale del social blu

occhiali da sole facebook

Così Zuckerberg ha presentato un brevetto all’USPTO, l’organismo amministrativo statunitense che si occupa di queste licenze; e, al centro dei piani di Facebook, c’è questa nuova sfida. Nel 2014 Facebook ha acquisito Oculus, una società che aveva prodotto il noto visore di realtà virtuale Rift. Ma le cose sono andate avanti, e adesso ci si prepara al grande salto.

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Lo stesso Michael Abrash, responsabile di Oculus Search, ha fatto delle dichiarazioni importanti in tal senso, intervenendo all’ultima Facebook Developer Conference: “Entro 20-30 anni, le persone sostituiranno gli smartphone con occhiali a realtà aumentata e realtà virtuale“. Francamente, pensiamo che il buon Abrash sia anche un po’ pessimista sulle tempistiche; noi crediamo che non si debbano aspettare 30 anni. Confidiamo molto sul tatto che entro una decina di anni, la trasformazione da smartphone a occhiali da sole Facebook, con tanto di elettronica, possa diventare operativa.

Questo è il senso delle cose e questa è la direzione di marcia. Poi, il prossimo passo sarà probabilmente lo sviluppo ulteriore della robotica. Noi avremo i nostri sensi aumentati con gli occhiali Google, che ci consentiranno di fare migliaia di cose. Dall’altra parte avremo i robot che ci daranno una mano. Almeno si spera.

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