Comodato d’uso gratuito, che cosa è?

Che cosa si intende per “Comodato d’uso gratuito”?

Si chiama comodato d’uso gratuito, ma in altri termini, molto più semplici, si tratta di un prestito. Io ti presto una cosa per un certo periodo, e tu hai l’obbligo di restituirmela, ovviamente nelle stesse condizioni alle quali te l’ho prestata.

In termini più propriamente giuridici, il comodato d’uso è un contratto con la quale una parte, detta “comodante“, consegna all’altra, detta “comodatario“, una cosa mobile o immobile, affinché se ne serva per un tempo o per un uso determinato, con l’obbligo di restituire la stessa cosa ricevuta.

Questo contratto è essenzialmente gratuito, e ciò si capisce anche. Se io ti presto una cosa, solitamente non ti faccio pagare nulla. La causa di questo negozio giuridico è ovviamente uno spirito di liberalità, oltre ad un rapporto fiduciario che solitamente lega le parti in causa. E’ evidente che se non ti conosco, è difficile che io ti presti una cosa.

Per essere però ancora più precisi, vediamo cosa dice il Codice Civile a proposito, in particolare l’articolo 1803: “Il comodato è il contratto col quale una parte consegna all’altra una cosa mobile o immobile, affinché se ne serva per un tempo o per un uso determinato, con l’obbligo di restituire la stessa cosa ricevuta. Il comodato è essenzialmente gratuito”.

Come viene perfezionato il contratto di comodato d’uso? Si perfeziona semplicemente con la consegna della cosa. Questo vuol dire che il comodato non richiede una forma particolare per essere valido; si realizza anche senza un contratto scritto. Colui al quale viene consegnata la cosa, vale a dire il comodatario, è considerato un detentore qualificato, e come tale può anche esercitare l’azione di reintegrazione nel possesso in base all’articolo 1168 del Codice Civile.

Comodato d’uso gratuito, che cosa è?

comodato di uso gratuito come funziona

Vale a dire che se il comodatario viene spogliato del possesso della cosa, anche indipendentemente dal proprietario, può attivare le procedure previste dalla legge stessa per rientrare in possesso della cosa. Al comodatario è invece preclusa l’azione di manutenzione che resta invece in capo al proprietario. Pur essendo in teoria possibile che alla base del comodato ci possa essere anche una dazione di denaro, il comodato si presuppone nella gran maggioranza dei casi gratuito.

Fondamentalmente, quindi, se a fronte della consegna della cosa, si riceve una somma di denaro, magari ripartibile in rate, si ha più propriamente una locazione; se invece non esiste la contropartita, si parla appunto di comodato d’uso gratuito. Quali sono gli obblighi di chi riceve la cosa in prestito? Naturalmente il primo obbligo è di custodire e conservare la cosa in maniera corretta, con la diligenza del bonus pater familias, come si suol dire.

Il comodatario se ne può servire solamente per l’uso contrattualmente previsto. Lo stesso comodatario non ha diritto al rimborso delle spese che ha eventualmente sostenuto per servirsi della cosa stessa in termini di conservazione. Se invece le spese straordinarie risultano essere necessarie e urgenti, il comodatario ha diritto al rimborso.

Il comodato d’uso dura per il tempo stabilito nel contratto. Ovviamente, se c’è un contratto scritto, la data di scadenza o il periodo concordato sono solitamente indicati nell’atto formale stesso. Se non sono previsti termini o tempi specifici, si presume che il contratto duri fino a quando il comodatario si serve della cosa. Peraltro, nel caso in cui il comodante abbia un urgente e imprevisto bisogno della cosa, egli può esigerne la restituzione immediatamente.

Per quanto riguarda la registrazione del contratto, questa deve essere fatta nel caso in cui oggetto del contratto siano beni immobili e il contratto stesso venga stipulato in forma scritta. Nel caso in cui questo contratto sia solo verbale, si deve fare la registrazione solo nel caso in cui il contratto sia enunciato in un altro atto sottoposto a registrazione.

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