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In aumento i costi per le sigarette elettroniche

In aumento i costi per le sigarette elettroniche

Le nuove leggi che riguardano le sigarette elettroniche e gli accessori per il loro utilizzo ne aumentano, dal primo gennaio 2018, in modo sensibile i costi. Vediamo il perché.

I Monopoli di Stato

La questione è semplice, in seguito al dibattito ancora vivo in Italia su chi dovrebbe avere la responsabilità di vendita di prodotti come le sigarette elettroniche, è nata una legge, che è entrata in vigore il primo giorno del 2018. Nel nuovo regolamento viene indicato come dovranno essere i Monopoli di Stato a occuparsi della diffusione sul territorio di qualsiasi prodotto riguardi le sigarette elettroniche. In più per ogni flacone di fluido per lo svapo il consumatore dovrà pagare una forte tassazione. La motivazione per cui tali regole sono state introdotte è invece meno chiara. Se infatti per quanto riguarda gli alcoolici e le sigarette tradizionali so Stato dichiara di controllarne il mercato in quanto si tratta di prodotti pericolosi per la salute, non appare così chiara l’associazione a tali prodotti delle sigarette elettroniche.

Perché non fanno male

In aumento i costi per le sigarette elettroniche

Sono varie le ricerche in cui si dichiara che le sigarette elettroniche non fanno male alla salute. Alcuni dati riportano come un uso improprio di questi dispositivi potrebbe però nuocere a chi ne fa un utilizzo continuativo. Questo perché sono oggi disponibili sigarette elettroniche con temperatura di svapo variabile, che permettono all’utilizzatore di aumentare notevolmente il voltaggio della resistenza che vaporizza il fluido contenuto nel serbatoio. Questa prassi può causare una degenerazione delle proprietà chimiche del fluido, fino a renderlo dannoso. In ogni caso sembra una motivazione troppo labile per consentire allo Stato di regolamentare l’utilizzo delle e-cig, anche perché in commercio ci sono migliaia di altri prodotti che, se utilizzati in modo scorretto, possono risultare dannosi per sé o per gli altri. Se utilizzati in modo corretto questi dispositivi possono essere utilizzati per smettere di fumare, cosa che in molti Paesi europei viene da tempo sfruttata, ma non in Italia. Con buona probabilità quindi si tratta esclusivamente di un metodo per i Monopoli di Stato di “fare cassetto” anche con prodotti le cui vendita non dovrebbe essere regolamentata in modo così stretto.

Come risolvono la questione gli svapatori

Per coloro che amano svapare quotidianamente sono in arrivo tempi duri. Ma fortunatamente ci sono metodi alternativi per avere a disposizione un ottimo fluido per lo svapo, a prezzi contenuti. Da tempo infatti molti svapatori amano prepararsi in casa il fluido per lo svapo, anche perché così possono personalizzarlo al massimo, sia per quanto riguarda l’eventuale percentuale di nicotina presente, sia per quanto riguarda l’aroma. Mentre sul singolo flacone di fluido per e-cig si deve pagare una pesante tassa, sulle materie prime che lo compongono non esiste tale balzello. Stiamo parlando inoltre di sostanze di facile reperimento: i fluidi sono costituiti per la maggior parte da glicole propilenico e glicerina vegetale, due sostanze che si usano nell’industria cosmetica, alimentare e farmaceutica, a basso costo e molto diffuse nei negozi specializzati, anche in quelli che vengono sigarette elettroniche.

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