Fosfatasi alcalina alterata, che cos’è e quali sono le cause? E i rimedi? Cerchiamo di capirlo insieme.

Probabilmente per provare a stare meglio in salute, se non proprio bene, sono sufficienti due o tre cose da ricordare ogni tanto. La prima è di mangiare sano, utilizzando una dieta corretta, bevendo molto ed eccedendo nei pasti il meno possibile. Non è facile, ma almeno proviamoci. Se facciamo questo, eviteremo, tra l’altro, di ingrassare troppo e, conseguenzialmente, di fare lunghe e costose diete alimentari.

Il secondo consiglio è di fare attività fisica, nei limiti del possibile e in base all’età e alle condizioni fisiche di ciascuno; ma farla in maniera costante, evitando pigrizia e cali di tensione. Questo è fondamentale per il corpo e per la mente.

La terza cosa è di sottoporsi periodicamente a controlli. Oggigiorno non è difficile trovare a prezzi più che accettabili pacchetti di cheek up che consentono di stare più tranquilli, specialmente in relazioni all’eventuale insorgenza di patologie tumorali; ma non solo. Fatte queste tre cose fondamentali, non avremo certo risolto tutti i nostri problemi di salute, ma sicuramente possiamo stare più tranquilli.

Fra i controlli da fare periodicamente, deve esserci anche quello della fosfatasi alcalina, un aspetto importante della nostra salute. Che cosa è la fosfatasi alcalina? Si tratta di un particolare enzima presente in maniera abbondante soprattutto nelle ossa e nel fegato. Esso serve a velocizzare certi processi chimici e biologici. Tecnicamente si può dire che questo enzima è in grado di rimuovere il gruppo fosfato dalle proteine agendo a ph basico.

L’acronimo di questo enzima è ALP: questo si presenta in forme diverse, in base all’organo dal quale viene prodotto. In particolare l’ALP si trova nelle ossa, nel fegato, nel dotto biliare, nei reni, nella mucosa intestinale, nella placenta durante la gravidanza. In realtà ancora non si ha certezza assoluta sulla funzione dell’enzima, tuttavia studi recenti riferiscono che l’APL è un importante protagonista nel processo di calcificazione delle ossa.

Fosfatasi alcalina alterata cause e rimedi

Fosfatasi alcalina alterata cause e rimedi

La fosfatasi alcalina viene misurata operando un prelievo del sangue. E’ preferibile se questo prelievo avviene a digiuno. Nella misurazione dei valori, incidono l’età e il sesso. Nelle persone adulte si considera medio un valore compreso fra 50 e 220 UI/L. Nei bambini, invece, il valore medio è fra i 30 e i 110 UI/L. Nelle donne adulte i valori normali sono leggermente più bassi, fra i 50 e i 220 UI/L. Per quanto riguarda le persone anziane, i valori sono lievemente più alti.

Se i valori sono più alti della media, le cause possono essere molteplici, e fra queste: menopausa, malattie della tiroide, artrite deformante, metastasi ossee, metastasi epatiche, carcinoma biliare, rachitismo, malattie ossee in genere, insufficienza renale, mononucleosi infettiva, mieloma, malattia di Paget, epatite. Si possono avere valori alti di fosfatasi alcalina anche negli ultimi mesi di gravidanza, nonché nei momenti di crescita rapida dei bambini.

Quando abbiamo invece dei valori bassi, possiamo trovarci di fronte ad altre patologie: anemia, ipotiroidismo, malnutrizione, celiachia. In generale, anche un insufficiente apporto di sali minerali può generare un abbassamento dei valori della fosfatasi alcalina. E’ opportuno sottoporsi a un controllo di questi valori, quando siamo in presenza di alcuni sintomi. Ad esempio: con nausea e vomito ricorrenti, per fratture frequenti, prurito insistente, inappetenza, gonfiori e dolori addominali, feci acoliche (ossia di colore alterato), ittero, sensazione di stanchezza permanente anche in stati di riposo.

A questo punto, al fine di appurare la patologia originante la fosfatasi alcalina alterata, il medico ci potrà prescrivere l’esame della bilirubina e della alanina aminotransferasi, nonché dell’aspartato aminotransferasi. Questo serve per verificare le condizioni del nostro fegato.

Ulteriori analisi per verificare se l’anomalia abbia origine da una patologia ossea, sono invece quelle per appurare il livello dei fosfati e del calcio nel sangue. Anche l’assunzione di alcuni farmaci può alterare in maniera significativa i valori della fosfatasi alcalina. Oltre alla cura farmacologica, per normalizzare i valori, possiamo limitare l’uso di alcol, regolare l’assunzione di proteine, scegliere misure anticoncezionali diverse dall’assunzione di prodotti per via orale.

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