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Voluntary disclosure, che cos’è e come funziona

Voluntary disclosure: che cosa significa, cos’è e come funziona?

Come noto le tasse in Italia sono troppo alte. Questo lo dicono un po’ tutte le persone e tutti gli studi, al punto che nei programmi elettorali della stragrande maggioranza delle forze politiche e dei partiti, c’è la diminuzione della tassazione; declinata in infiniti modi, ovviamente.

Qualche anno fa un Ministro della Repubblica italiana osò dire che pagare le tasse era bello, e tutti gli sono saltati addosso come cani sula preda per la conseguente operazione di sbranamento. Il Ministro era stato brutale, aveva fatto una brutta uscita, o forse semplicemente ha utilizzato in maniera impropria l’arma dell’ironia; fatto che sta che, se l’Italia è considerato uno dei Paesi dove la tassazione è maggiore, almeno in Europa, è altrettanto vero che è uno dei Paesi dove l’evasione fiscale è maggiore.

Ora, la semplificazione “io le tasse non le pago perché sono tropo alte”, cosa che provò a dire pure Berlusconi, non regge tanto. Non fosse altro perché l’Italiano, mediamente, non è che sia così avvezzo a pagare le tasse. Non lo era nemmeno in periodi nei quali il livello di tassazione non era così alto come in questi ultimi anni. Evadere o eludere tasse e imposte era diventata una specie di scienza alla base della quale stava, e sta, il famoso detto “fatta la legge trovato l’inganno”.

Non solo. Alla normale e ordinaria, nonché elevatissima evasione fiscale, corrispondeva l’altrettanto normale e ordinaria sistema statale dei condoni, dei perdoni, dei ravvedimenti più o meno operosi, e chi più ne ha più ne metta. Il risultato è che una montagna incredibile di soldi che dovevano e devono entrare nelle casse dello Stato sono rimaste nelle casse di moltissime persone, e questo ha contribuito in maniera importante a portare i conti italiani sull’orlo della bancarotta.

Voluntary disclosure, che cos’è e come funziona

Voluntary disclosure che cosa e come funziona

In mezzo a condoni e perdoni vari, ultimamente ci si è messa pure quella che viene chiamata con splendida e accattivante, nonché per molti incomprensibile, locuzione inglese “Voluntary disclosure”. Una locuzione talmente bella, che forse si può provare pure a non tradurre; o forse sì. Collaborazione volontaria. Coloro che detengono capitali all’estero e non si sognavano nemmeno di riportarli in Italia, pena la tassazione per l’appunto italiana, adesso possono portarli a determinate condizioni.

La posizione fiscale di costoro è regolarizzata con quello che è tutto sommato un condono, in base al quale, fondamentalmente, assicura ai contribuenti che aderiscono sconti fino alla metà delle sanzioni. Avviene cioè una regolarizzazione sul piano amministrativo e contributivo, nonché sul piano penale.

La voluntary disclosure ha visto la luce in Italia a gennaio del 2015. A febbraio del 2017 vi fu una nuova edizione del condono. Per fruire dei benefici di questo istituto, è possibile inviare via rete il modello messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate presso il proprio sito istituzionale. Nelle procedure previste, le banche sono obbligate a fornire informazioni in merito ai correntisti.

Nella legge di bilancio per il 2018 è prevista una nuova edizione della voluntary disclosure; in particolare c’è la possibilità di regolarizzare attività depositate e somme detenute da soggetti fiscalmente residenti in Italia in precedenza residenti all’estero iscritti all’Aire o che hanno presentato la propria attività lavorativa in via continuativa all’estero in zone di frontiera e in Paesi limitrofi, derivanti da redditi prodotti all’estero.

L’istanza di regolarizzazione va trasmessa entro il 31 luglio 2018. Il versamento può essere ripartito anche in tre rati mensili consecutive di pari importo. La regolarizzazione si effettua tramite il versamento del 3% del valore dell’attività e della giacenza al 31 dicembre 2016 a titolo di imposte, sanzioni e interessi. Anche per il 2018, quindi, è stato previsto questo condono fiscale. Chi può ne approfitti. Se pagare le tasse non è bello, pagare la voluntary disclosure forse può esserlo.

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